Webtrotter tra saperi e abilità

Un'istruzione di tipo classico, che potremmo definire nozionistica, è spesso il difetto peggiore dei nostri metodi di insegnamento e formazione. Ci riferiamo a quella formazione e a quei formatori che fanno dell'autoreferenzialità la loro forza e del narcisistico autocompiacimento i bastioni di resistenza al nuovo e ai tempi che cambiano. In questo scenario capita spesso di commettere due errori diametralmente opposti: la formazione teorica e slegata da ogni riscontro contestuale e la formazione pratica ma senza una profondità di visione.

In questo articolo vogliamo parlare di un progetto lanciato da AICA, dal nome Webtrotter, che rappresenta un eccellente esempio di tutto quello che un processo formativo dovrebbe avere. Il titolo completo di questo progetto è "Webtrotter - il giro del mondo in 80 minuti" e si basa su un contest al quale partecipano studenti delle scuole superiori che, in 80 minuti appunto, devono rispondere a domande assolutamente non banali che li porteranno in giro per i continenti.

Come la stessa AICA sottolinea: "Il progetto Webtrotter mette a tema la ricerca intelligente di dati e informazioni in rete...L’obiettivo è di stimolare la formazione ad un uso appropriato dei nuovi strumenti digitali, le cui potenzialità non vengono adeguatamente sfruttate senza un approccio sistematico, critico e consapevole da parte dell’utente".

Webtrotter è al tempo stesso un obiettivo, al quale ogni percorso formativo dovrebbe tendere, e un esempio da cui prendere spunto per svecchiare i metodi di formazione e renderli davvero efficaci e utili. Le domande della prova richiedono che i partecipanti abbiano a disposizione soltanto un computer connesso a Internet tramite il quale devono trovare le soluzioni ai quesiti proposti. È un contest moderno e accativante, strutturato in modo tale da costringere gli studenti a fare ricorso a più capacità e ad usare le varie conoscenze in modo trasversale. Questo "Webtrotting" può portare i ragazzi a fare ricerche su siti in lingua italiana, ma naturalmente anche in lingua inglese; le domande costringono ad analisi qualitative, comparazioni quantitative, conversioni di grandezze e unità di misura. La ricerca sul web è solo una componente del test, infatti da lì si parte per poi rielaborare i risultati utilizzando altri opportuni strumenti quali ad esempio word processor e spreadsheet. I quesiti, insomma, implicano differenti conoscenze, abilità e competenze digitali.

In sintesi, un Webtrotter consapevole dovrà dare prova di:

- saper individuare le parole chiave
- saper usare i connettivi logici nelle stringhe di ricerca
- saper valutare e scegliere un sito a partite dall’abstract
- saper valutare le fonti
- saper filtrare le ricerche in base a specifici vincoli
- saper scegliere un dato in base al contesto
- saper fare una ricerca per immagini
- saper fare una ricerca per video
- saper usare un traduttore
- saper leggere le mappe di Google Maps o simili
- saper trasferire dati da un programma all'altro
- saper usare tool di analisi e previsioni tipiche di un foglio elettronico
- saper usare tool di analisi del testo tipiche di un word processor
- interpretare grafici e completarli con i dati mancanti
- avere capacità logiche, di analisi, di raffronto, di manipolazione numerica
- avere consapevolezza di copyright

Riuscire a barcamenarsi in questo tipo di prova significa avere gli attrezzi necessari per essere pronto e competitivo. Sarebbe auspicabile che questo modello di verifica diventasse un riferimento ampiamente diffuso.