Le piattaforme di sharing economy

Negli ultimi anni le piattaforme collaborative hanno fornito la base tecnologica a quello che, evidentemente, era un bisogno diffuso e che grazie al web ha potuto affermarsi. Il fenomeno che prende il nome di “sharing economy” rappresenta un nuova visione economica incentrata su concetti quali condivisione e riutilizzo. Certamente non sono nuovi gli intenti di collaborazione o di aggregazione a fini sociali o professionali, ma sono sicuramenti nuove le modalità con cui oggi, grazie agli strumenti tecnologici in possesso, è possibile creare relazioni e strategie di virtuosa e razionale messa a disposizione di competenze e risorse.

L’idea fondamentale è quella di organizzarsi in modo tempestivo e opportuno per creare comunità di consumatori o in generale di utilizzatori di un prodotto/servizio, cercando di coordinare i bisogni di una vasta utenza al fine di abbattere i costi, promuvere stili di vita migliori e promuovere l’attenzione verso l’ambiente.

L’impatto di questo nuovo modello economico è stato sin da subito dirompente. La crescita è costante e lascia intravedere scenari sempre più ampi e articolati al punto da indurre la Commissione europea ad intervenire sulla materia con la pubblicazione di “Un’agenda europea per l’economia collaborativa“, allo scopo di fornire delle linee guida che aiutino ad orientarsi e a capire un fenomeno che sembra destinato ad espandersi. L’intervento della Commissione europea nasce dall’esigenza di sostenere e incoraggiare questi nuovi modelli imprenditoriali che possono dare un contributo importante alla crescita e all’occupazione dell’Unione. Inoltre, l’agenda ha l’obiettivo di uniformare le iniziative di inquadramento normativo da parte delle autorità nazionali e locali che, rispondendo con un insieme di norme frammentarie ed eterogenee fra loro,  generano incertezza sia per gli operatori tradizionali che per i nuovi prestatori di servizi e i consumatori, ostacolando così l’innovazione, la creazione di posti di lavoro e la crescita.

Nel comunicato stampa del 2 giugno 2016, la Commissione europea sottolineava i seguenti aspetti:
“Quali tipi di requisiti di accesso al mercato possono essere imposti? I prestatori di servizi dovrebbero essere obbligati a ottenere autorizzazioni o licenze per l’esercizio di impresa solo se strettamente necessario a soddisfare pertinenti obiettivi di interesse generale. Occorre ricorrere ai divieti assoluti di un’attività solo in ultima istanza. Le piattaforme non dovrebbe essere soggette a autorizzazioni o licenze quando agiscono solo da intermediari tra i consumatori e coloro che offrono realmente il servizio (quali servizi di trasporto o di alloggio). Gli Stati membri dovrebbero inoltre distinguere tra i privati cittadini che offrono servizi occasionalmente e i prestatori che agiscono in qualità di professionisti, ad esempio stabilendo delle soglie basate sul livello di attività.
Di chi è la responsabilità se c’è un problema? Le piattaforme di collaborazione possono essere esonerate dalla responsabilità per le informazioni che esse conservano per conto di coloro che offrono un servizio. Esse tuttavia non dovrebbero essere esonerate dalla responsabilità per qualsiasi servizio offerto dalle stesse, come i servizi di pagamento. La Commissione incoraggia le piattaforme di collaborazione a continuare ad adottare azioni volontarie per la lotta contro i contenuti illeciti online e per accrescere la fiducia.
In che modo il diritto dei consumatori dell’UE protegge gli utenti? Gli Stati membri dovrebbero garantire che i consumatori godano di un livello di protezione elevato dalle pratiche commerciali sleali, senza però imporre obblighi sproporzionati ai privati che forniscono servizi solo occasionalmente.
Quando esiste un rapporto di lavoro? Il diritto del lavoro è per la maggior parte di competenza nazionale ed è integrato dalla giurisprudenza e dagli standard sociali minimi dell’UE. Gli Stati membri possono tenere presenti criteri quali il rapporto di subordinazione con la piattaforma, la natura del lavoro e la retribuzione al momento di decidere chi può essere considerato un lavoratore subordinato di una piattaforma.
Quale normativa fiscale si applica? Come gli altri operatori dell’economia, anche i prestatori di servizi e le piattaforme dell’economia collaborativa sono tenuti a pagare le imposte pertinenti tra cui le imposte sul reddito delle persone fisiche, delle società e l’imposta sul valore aggiunto. Gli Stati membri sono incoraggiati a continuare a semplificare e a chiarire l’applicazione della normativa fiscale all’economia collaborativa. Le piattaforme dell’economia collaborativa dovrebbero cooperare appieno con le autorità nazionali per la registrazione delle attività economiche e agevolare la riscossione delle imposte”.

L’Italia è tra i primi paesi per numero di fruitori della sharing economy dietro soltanto a Turchia e Spagna. Le piattaforme operative sono già molte e qui di seguito riportiamo una lista suddivisa per settori riprendendo una ricerca fatta da Collaboriamo.org con il supporto di Phd Italia e coordinata da Marta Mainieri.

Abbigliamento

Depop – Babybrum – Mysecretdressing Room

Abitare

CasaNoi – Materest – Vicini di casa

Alimentare

BonAppetour – Gnammo – Kitchenparty – PeopleCooks – Vizeat – Mamau, Mychefhome – Ifoodshare – Scambiacibo – Nexdoorhelp – Homefood

Cultura

Comprovendolibri – Green books Club – Appboosha – Biblioshare – SuperFred – Teatroxcasa – MyHomeGallery – Movieday – Intertwine – Openculture Altas

Formazione

Teach4learn – Docsity – Oilproject – Linguorum – Bed&Learn

Lavoro

Chimiconsigli – Gli Affidabili – Makeitapp – Minijob – Solvercity – Tabbid – Upwork – Croqquer – Timerepublik

Servizi alle persone

Le cicogne – Mystarsitter – Oltretata – Sitterlandia – Animali alla pari – Holidog – Petsharing – Petme – Fluentify

Servizi alle imprese

Whataspace – Ufficio – Oxway – Thinkalize – Zooppa – Appsquare

Scambio beni di consumo

BarattoFacile – Cose inutili – E-barty – Permute – Permuteonline – Persoperperso – Reoose – Soloscambio – Svendere – Zerorelativo – Kijiji – Sharewood – Secondamano – Ebay – Subito – LocLoc – Sharing it! – Useit

Sport

GoKick – Fubles – Sportilia – We-sport

Trasporti

Autoincomune – Autostrade Carpooling – Avacar – Blablacar – Drivebook – Flootta – iGoOn – JoJob – Roadsharing – Viaggiansieme – Clacsoon – Letz-go – Mooca – Scooterino – Strappo – Clubsharing – Parksharing – Sparkyclub – CanGo – TocTocbox – YouPony – Scambiotreno

Turismo

Airbnb – Tripwell – Bedycasa – Guestoguest – Homelink – Nightswapping – Scambiocasa – Curioseety – GoCambio – Guidemeright – Native Cicerone – PiacereMilano – Tourango – Zestrip – StanbyMi – Sailsquare – BarattoB&B