La grande opportunità edemocracy

Immagina un mondo in cui tu possa davvero partecipare alle fasi cruciali di una decisione governativa o di una legge. Immagina che ti venga data la possibilità di esprimere il tuo parere sugli aspetti più delicati che riguardano i tuoi bisogni di individuo e di cittadino. Immagina di non dover più fare code ai seggi elettorali e di non dover sacrificare una porzione di giornata per poter esprimere il tuo voto. Immagina una società in grado di poter prendere decisioni importanti in modo tempestivo e senza più il bisogno di procrastinare a causa di macchinosi problemi organizzativi. Immagina una classe politica che non possa più esimersi dal consultare la popolazione riguardo alle questioni più importanti. Bene, ora sappi che non solo puoi immaginare tutto questo, ma puoi anche realizzarlo e contribuire ad imporlo come diritto inalienabile soltanto aumentando la tua consapevolezza di cittadino 2K. Tutto ciò esiste già. È possibile farlo, è tecnicamente possibile farlo, è tecnologicamente possibile farlo e i diversi esempi di utilizzo, internazionali e nazionali, ne sono una prova tangibile. Ecco una tipica situazione in cui emerge in modo dirompente l’importanza di raggiungere la cittadinanza digitale. Essere a conoscenza di determinati argomenti e avere consapevolezza della realtà che ci sta intorno fa di noi persone migliori e cittadini migliori, capaci di pretendere tutele dei diritti, coscienti dei propri doveri e attenti osservatori delle dinamiche sociali, economiche, politiche e amministrative.
Rimandando la trattazione degli aspetti tecnologici più ostici ad altre occasioni, è ora importante accennare ad alcune questioni che hanno lo scopo di conferire dignità e valore a tutto quello che è stato detto finora. Nel momento in cui abbiamo detto che l’e-democracy è tecnicamente possibile, abbiamo voluto dire che esistono tutte le garanzie e rassicurazioni che un delicato processo di consultazione online richiede. Esistono gli strumenti per garantire l’unicità del votante attraverso meccanismi d’identificazione ed esistono strumenti per garantire la segretezza del voto.
Tra le varie tecniche che si possono usare per aver garanzie di identificazione dell’elettore, quelle più robuste e sicure prevedono l’utilizzo di supporti quali Smart Card, Carta d’Identità Elettronica, Carta Nazionale dei Servizi e dispositivi quali i lettori di impronte digitali. A tale scopo, un ruolo fondamentale è svolto dalle Certification Authorities, cioè quegli Enti che rilasciano i certificati digitali residenti sui supporti utilizzati per l'autenticazione. Per avere garanzie di segretezza del voto si fa ricorso a sofisticati algoritmi crittografici. Anche dal punto di vista organizzativo si può fare molto per aumentare la sicurezza. Ad esempio, è opportuno affidare la gestione delle diverse fasi di voto a players differenti, in modo che l’ente che si occupa dell'autenticazione sia estraneo all’ente che registra il voto ed entrambi siano estranei a chi effettua il conteggio dei voti.
Come abbiamo già detto, esistono vari esempi di dimensione internazionale e nazionale che possono attestare le garanzie del voto online. Le tecnologie e i processi sono dunque già maturi e affidabili. La classe politica è altrettanto matura? Di certo, aumentare il numero di persone dotate di cittadinanza 2K non può che contribuire ad accelerare la consapevolezza e l’autodeterminazione.