Il rischio della bulimia comunicativa

Il web ha creato nel tempo nuove modalità di confronto, ha ampliato la possibilità di raccontarsi e creare contenuti.

Facebook, i blog, Instagram sono alcuni dei luoghi dove amiamo fissare i nostri ricordi.

Dropbox, Google Drive e il Cloud in generale consentono anche ai più riservati di salvare e condividere, solo con persone speciali, i progetti importanti della propria vita.

Anche per le aziende cambia il modo di parlare ai clienti, che non sono più “clienti” ma spettatori desiderosi di conoscere la storia dell’azienda e dei suoi prodotti.

Cambia la pubblicità, nella quale il prodotto diventa un elemento della scena e il protagonista è l’emozione legata all'uso del prodotto.

Per raccogliere il desiderio di condividere le nostre esperienze abbiamo assistito negli anni ad un proliferare di contenitori di contenuti digitali; anche se Facebook è oggi il principale social network al mondo resta fondamentale la domanda: dove è meglio pubblicare i miei contenuti?

Se l’obiettivo è la visibilità, la risposta scontata è: pubblico dove sono la maggior parte dei miei amici.

Questa risposta ha una sua verità e per uso privato può andar bene, se non vogliamo considerare nello specifico il trattamento dei dati, la tutela della privacy e le ripercussioni sul lavoro di ogni strumento di condivisione online. Per un’azienda invece è importante tener presente:

  1. A chi vuoi comunicare? Definisci il target.
  2. Cosa vuoi comunicare? I contenuti sono importanti, ma il linguaggio con il quale si veicolano lo è di più.
  3. Chi sei? Sei un’impresa locale o vuoi portare il made in Italy nel mondo? Scegli il giusto mezzo di comunicazione.

Rispondere a queste domande è importante per non correre il rischio della bulimia comunicativa. Le risorse da destinare alla comunicazione non sono infinite e voler essere presenti ovunque rischia di appesantire ingiustificatamente le attività di marketing, perdendo di vista il focus e non ottenendo i risultati desiderati. La scelta del mezzo di comunicazione è importante per competere sul giusto terreno e intercettare il giusto pubblico.

Trovata una risposta a queste tre domande, bisogna analizzare pro e contro di ogni strumento di comunicazione per scegliere quello o quelli più adatti alla realtà aziendale; ad esempio qual è l’impatto dei new media sui mezzi di comunicazione tradizionale? Il tempo passato a guardare la televisione, ascoltare la radio o leggere una rivista si riduce sempre di più a favore dell’informazione veicolata attraverso canali digitali.

Youtube ad esempio raggiunge più persone tra i 18 e 34 anni di qualsiasi canale via cavo.

La televisione non vede solo ridursi il tempo trascorso a guardarla, ma anche l’attenzione che le si dedica; sempre più spesso la TV si trova a condividere il tempo ad essa concesso con smartphone, tablet o computer.

La conseguenza?

Siamo invasi da contenuti! Possiamo accedere alle informazioni in qualunque momento, in qualsiasi luogo, da diversi schermi.

Nonostante esistano programmi che consentono di pubblicare un contenuto contemporaneamente su più piattaforme digitali, è bene ricordare che ogni mezzo di comunicazione ha le sue regole e il suo linguaggio. È giusto per un’azienda presidiare tutte le informazioni che circolano sul web attraverso i diversi canali di comunicazione, ma la voce dell’azienda è unica.

Se vuoi che la comunicazione sul web diventi una risorsa per la tua azienda, non impazzire a gestire infiniti social network. Scegli consapevolmente lo strumento di comunicazione più adatto.