Consapevolezza e cultura digitale

Creando il logo e le categorie di questo sito abbiamo voluto giocare con le parole, ma questo gioco ha sicuramente significati importanti. Le tecnologie informatiche offrono straordinarie opportunità, ma richiedono consapevolezza. Hanno positivamente stravolto la quotidianità, ridotto e, in alcuni casi, annullato le distanze, creato la piacevole sensazione di avere più tempo a disposizione e di poter realizzare il sogno di essere ubiqui. Tuttavia, se ci si ferma a riflettere su come viene sfruttato tutto questo privilegio, le conclusioni sono decisamente meno entusiasmanti delle loro premesse. L’utilizzatore medio di ICT è una persona che si serve delle tecnologie informatiche in modo superficiale e acritico. Ha una conoscenza molto approssimativa di strumenti e procedure, manca di profondità di visione, esegue meccanicamente sequenze di azioni, ignora molto spesso i rischi a cui si espone e commette violazioni a sua insaputa. Misconosce completamente gli aspetti giuridici che stanno alla base di tutta l’impalcatura tecnologica e non ha cognizione di cosa realmente significhi vivere nella società dell’informazione. Insomma, le trasformazioni che le ICT hanno apportato, impongono una riflessione seria sul fatto che il contesto in cui viviamo richiede di guadagnarsi lo status di cittadino del nuovo millennio: il cittadino 2k per l’appunto! La rivoluzione tecnologica che stiamo vivendo porta con sè delle implicazioni di non poco conto. La più significativa di queste riguarda l’innalzamento dei valori minimi di competenze che sono necessarie non solo per affrontare il mercato del lavoro, ma anche semplicemente per poter agire nel contesto sociale. La società della conoscenza offre tanto, chiede in cambio però la giusta dedizione per diventare parte attiva del processo e non soltanto ignari schiacciatori di pulsanti. Nessuno può estraniarsi dai vari processi di formazione e sviluppo della conoscenza. Che si tratti del singolo individuo o a maggior ragione di un’organizzazione, tutti sono chiamati a padroneggiare le varie fasi di acquisizione, gestione, produzione, conservazione e condivisione delle informazioni. I contorni che separano l’online dall’offline sono sempre meno netti e più intrecciati. Le competenze informatiche sono trasversali, coinvolgono tutti e riguardano tutto, rappresentano cioè il sostrato su cui si concretizza la maggior parte delle attività. L'informatica non è solo tecnologia, è un fenomeno culturale vero e proprio. Non rappresenta soltanto l'avvento sul mercato di strumenti che modificano le nostre abitudini e rendono la vita più comoda, ma rappresenta piuttosto un evento epocale capace di stravolgere i canoni culturali consolidati e di essere essa stessa creatrice di nuova cultura. Nel momento in cui la tecnologia dell'informazione e della comunicazione irrompe in modo cosi pervasivo in tutti gli ambiti del sapere, riformulando radicalmente le modalità con cui il sapere viene gestito, allora l'informatica è parte integrante del sapere stesso. Grazie alle ICT la conoscenza trova la sua massima fruibilità e le possibilità di accesso e partecipazione alla consultazione e alla costruzione di saperi è senza precedenti nella storia. Il potere, economico e politico, è messo in crisi, le piramidi dei ruoli e le gerarchie molto spesso sono capovolte. Le possibilità di far sentire la propria voce vengono amplificate da questo straordinario megafono come in nessun altro momento storico era stato possibile fare. Le opportunità di cercare, verificare, confrontare, giudicare, denunciare, sensibilizzare, coinvolgere, partecipare, condividere, imparare, conoscere, contribuiscono senza dubbio a rendere più compiuti i propositi di democrazia e civiltà. Il digitale è al contempo strumento di creazione e fruizione dei saperi, linguaggio e lingua di comunicazione e meccanismo estensore e propulsore di cambiamento. Dunque, definire banalmente tecnologia tutto ciò, significa non solo impoverire la portata del fenomeno, ma anche manifestare limiti nella capacità di interpretazione e comprensione della realtà. Esiste una cittadinanza 2k, esiste un mercato 2k ed esistono delle competenze 2k. Prenderne atto è necessario, prepararsi in modo adeguato è doveroso.